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BELLE E SEBASTIAN – AMICI PER SEMPRE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Vicenda semplice, narrativamente efficace, dall’avvertibile fondo malinconico, capace di coinvolgere almeno due generazioni di spettatori.

Contro


Il fascino del film originale del 2013 si è in parte perso, anche a causa di una regia un po’ anonima. Il personaggio del villain Joseph avrebbe meritato un maggior approfondimento.


In breve

1948. Il giovane Sébastian, che ha da poco compiuto 12 anni, vive ancora nella piccola comunità montana con suo nonno César, suo padre Pierre, la sua nuova compagna Angélina, e ovviamente l’inseparabile Sébastian: quest’ultima ha appena dato alla luce tre bellissimi cuccioli, che si sono rapidamente inseriti nel contesto familiare. Ma César e Pierre, appena sposatisi, progettano di trasferirsi presto a vivere in Canada, portando con sé Sébastian: il ragazzino vede così avvicinarsi la fine, traumatica, della spensierata vita dell’infanzia tra i monti. In più, un giorno alla porta di César si presenta improvvisamente Joseph, un losco individuo che sostiene di essere il padrone di Sébastian, e che reclama così il possesso del cane.

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Posted 16 febbraio 2018 by

 
Recensione completa
 
 

Giunge al suo terzo (e a quanto pare conclusivo) capitolo, la saga ispirata ai racconti di Cécil Aubry, inaugurata nel 2013 dal Belle & Sebastien di Nicolas Vanier. Una chiusura che era in un certo senso “fisiologica”, visto il crescere d’età del protagonista Félix Bousset (ora tredicenne) che proprio nel film di Vanier aveva fatto il suo esordio sullo schermo; ma anche un terzo episodio che segna il tentativo, da parte del nuovo regista Clovis Cornillac (noto soprattutto come attore, interprete qui del losco cacciatore Joseph) di confezionare un film che tocchi i temi della crescita e della separazione, andando nel contempo a scavare nella storia familiare tanto del giovane Sébastian, quanto della sua inseparabile amica a quattro zampe.

Questo Belle & Sebastien: Amici per sempre si pone così non solo come capitolo atto a chiudere un cerchio, guardando al futuro ma recuperando, nel contempo, le radici della storia originale (a partire dal prologo, che svela il contesto della nascita del piccolo protagonista); ma anche quale racconto di formazione e crescita personale, andando ad approfondire una componente presente in nuce in tutti e tre i film della saga, ma assurta qui ad elemento principale. Il mood avventuroso che il soggetto ha mutuato dal suo ispiratore letterario (che molti lettori ricorderanno, soprattutto, incarnato nell’iconica e notissima serie anime degli anni ‘80) si colora così di un tono malinconico, in cui la consapevolezza della crescita, per il protagonista, porta con sé anche il timore della perdita: perdita (inevitabile) di una vita permeata dalla magia dell’infanzia, ma anche perdita dei luoghi e delle presenze familiari, a partire da quella della compagna a quattro zampe.

A fare da nemico e ostacolo umano, più pericoloso di quello (ineludibile) rappresentato dallo scorrere del tempo, il già citato cacciatore col volto di Cornillac: una figura che pare mutuata da uno spaghetti western, a rappresentare tutto il cinismo di un particolare modello di mondo adulto, al quale il giovane protagonista non vuole (giustamente) piegarsi.

Trailer:

PRO

Semplice, lineare nello svolgimento, dalle scenografie accattivanti, questo terzo capitolo ha il pregio di accompagnare i giovani spettatori del film originale (a loro volta cresciuti) in un finale dolceamaro che ha il sapore ineluttabile dell’addio all’infanzia. La stessa ambientazione invernale, nonché il villain interpretato dal regista, vanno letti nell’ottica di una malinconia sempre presente nella storia, mitigata in parte dai buoni quantitativi di humour, e da un racconto che mantiene (pur con la consapevolezza di un imminente addio) il suo impianto avventuroso. Per il pubblico a cui il film è primariamente rivolto (ma anche per quei quarantenni che hanno ben conosciuto il soggetto nella sua incarnazione animata), è difficile non restare coinvolti, almeno in parte, da una narrazione improntata a descrivere, in un soggetto così noto, quella “linea d’ombra” di cui tante volte il cinema (e prima la letteratura) si è nutrito per i suoi soggetti.

CONTRO

Per questo Belle & Sebastien: Amici per semprevale, in parte, il discorso fatto per il suo predecessore diretto da Christian Duguay: l’interessante sguardo di cui era permeato il film originale, teso a rendere un’empatia tra il bambino e la natura che rappresenta la base di tanta narrativa per ragazzi (incarnato, in quel caso, da un uso attento e “significante” delle location) è qui praticamente assente. In questo senso, un regista come Nicolas Vanier avrebbe potuto caricare di ancor maggiore forza drammatica (pur nel contesto, e con gli strumenti, di un film per famiglie) il concetto di passaggio, di fine ed inizio, che il film vuole esprimere. In più, va detto che la sceneggiatura non sfrutta al meglio il personaggio interpretato (comunque efficacemente) dallo stesso regista: lo stesso confronto finale, troppo breve, non riveste il giusto peso narrativo nella storia, mentre il personaggio in sé risulta sacrificato, come oscurato, da una vicenda che vede nello sguardo dolcemente malinconico sul passato (e in quello via via più fiducioso sul futuro) il suo elemento principale.

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Marco Minniti

 
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