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AUGURI PER LA TUA MORTE

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3/ 5


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Pro


Mix di generi intelligente e gustoso, regia vivace, protagonista capace di gestire al meglio il personaggio.

Contro


Umorismo che a tratti si fa di grana grossa, unito a qualche carenza nel lato più strettamente horror della vicenda.


In breve

Tree, giovane studentessa di medicina, si sveglia nel dormitorio di un suo compagno di corso, proprio nel giorno del suo compleanno. Incapace di ricordare com’è finita lì, dopo una notte di alcol ed eccessi, la ragazza fa ritorno nella sua stanza e inizia la sua giornata come sempre, tra le lezioni all’università e il suo inconfessabile flirt con un professore. Giunta la sera, sulla via del ritorno a casa, Tree viene aggredita e pugnalata a morte da un misterioso killer mascherato. Subito dopo, inspiegabilmente, la ragazza si risveglia nella stanza del suo compagno: è di nuovo la mattina del suo compleanno. Gli eventi della giornata si ripetono identici. Stavolta, Tree riesce a posticipare il momento della sua morte, che tuttavia arriva, sempre ad opera dello stesso killer. Il misterioso loop temporale continua a ripetersi ancora e ancora: Tree capisce che, per continuare con la sua vita, deve smascherare e fermare il misterioso assassino.

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Posted 23 novembre 2017 by

 
Recensione completa
 
 

Quello del loop temporale è da decenni un tema interessante quanto fecondo di suggestioni per il cinema fantastico, nelle sue più diverse varianti. Uno dei classici a cui questo Auguri per la tua morte (in originale Happy Death Day) guarda (citato espressamente nella sceneggiatura) è la commedia fantastica Ricomincio da capo di Harold Ramis (1993), che vedeva Bill Murray costretto a rivivere di continuo la stessa giornata, in una reiterazione di situazioni apparentemente infinita. Nel frattempo, ci sono stati (tra gli altri) gli esempi dell’italiano E’ già ieri (2004) di Giulio Manfredonia (remake nostrano del film di Ramis), l’adrenalinico Source Code di Duncan Jones (2011), e soprattutto Edge of Tomorrow – Senza domani di Doug Liman (2014), in cui Tom Cruise utilizzava la logica del “prova-muori-ripeti” di origine videoludica, per cercare di far fronte ad un’invasione aliena.

Il film di Christopher Landon (già sceneggiatore di vari episodi della serie Paranormal Activity, e regista di alcuni horror indipendenti) mette il tema al servizio di una surreale comicità horror, in cui ad essere messa sotto la lente di ingrandimento è la realtà liceale americana, con i suoi rituali e le sue meschinità. Il tono è volto ad utilizzare i topoi dello slasher movie (la maschera del killer è una sorta di parodia di quella del già dissacratorio Scream) per fare una divertita ricognizione sull’ambiente studentesco, sulle logiche che lo animano e sulle reiterazioni che lo regolano, concentrando la sua trasparente metafora (una vita “sospesa” in attesa di sbloccarsi) sulla figura della sua protagonista col volto di Jessica Rothe (già vista in La La Land).

A produrre il tutto, la Blumhouse Productions, ormai una sorta di major indipendente, che prosegue con quest’opera nel suo lavoro di svecchiamento e contaminazione del genere horror: un lavoro iniziato con le ultime regie di Night M. Shyamalan (The Visit, Split) e proseguito col recentissimo, apprezzato horror/thriller a tematica razziale Scappa – Get Out, diretto da Jordan Peele.

Trailer:

PRO

Partendo dall’idea di Ricomincio da capo applicata al genere horror, attraversando tutto lo slasher movie da Halloween a Scream, e adottando consapevolmente un mood da college movie anni ‘80 (fa capolino, tra le citazioni, anche il John Hughes di Sixteen Candles) questo Auguri per la tua morte si rivela un mix di stili e generi gustoso, capace di intrattenere con un certo stile. La metafora al centro del racconto è sufficientemente limpida, pensata per arrivare a larghi strati di pubblico, mentre la rappresentazione del mondo universitario americano è nella giusta misura sopra le righe, capace di innestare la necessaria dose di distorsione grottesca su un tessuto narrativo sufficientemente credibile. La reiterazione su cui tutta l’impalcatura si regge viene trattata dalla sceneggiatura col giusto passo e la giusta capacità di sintesi; mentre la struttura da thriller risulta capace di generare un sufficiente grado di coinvolgimento e curiosità per la risoluzione del mistero. A una regia vivace, che non pretende mai di spaventare quanto piuttosto di stupire e divertire, si aggiunge una buona prova della protagonista Jessica Rothe, che caratterizza il suo personaggio con un piglio ora più classicamente da scream queen, ora più all’insegna del parossismo grottesco.

CONTRO

L’umorismo del film di Landon si fa a tratti di grana grossa, scivolando in alcuni casi in cadute di stile poco in linea con l’operazione (ludica ma abbastanza raffinata) che il film cerca di portare avanti. Nonostante lo sguardo abbastanza fresco, e autentico, sulla realtà collegiale statunitense, il film non è esente da alcuni stereotipi che ne appesantiscono la fruizione. Gli amanti del genere horror/slasher, infine, potrebbero lamentare nel film la latitanza di questa componente, in favore di un lato ludico-grottesco che intrattiene, ma limitando molto gli aspetti più dark e/o splatter.

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Marco Minniti

 
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