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AMELUK

 
Regia
 
 
 
 
 


 
Soggetto
 
 
 
 
 


 
Sceneggiatura
 
 
 
 
 


 
Fotografia
 
 
 
 
 


 
Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
3.5/ 5


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In breve

A Mariotto, un piccolo paesino della Puglia, vive Jusef Abdugali, un giovane immigrato 30enne giordano e mussulmano sposato con Maria, una caliente donna pugliese da cui ha avuto un bambino piccolo. Tutto procede tranquillamente e Jusef passa le sue giornate a gestire l’ Internet Point del paese e ad aiutare il prossimo, a sopportare gli isterismi e la visione bigotta della famiglia della moglie che non apprezza il suo essere mussulmano e a cercare di recuperare i rapporti con il cognato, marito di sua sorella, che gestisce un negozio di kebab, oltre che l’intera comunità mussulmana della cittadina che non sembra apprezzare il fatto che abbia sposato una cristiana. Insomma i soliti alti e bassi nella vita, il problema sorge però quando il giorno del Venerdì Santo il parrucchiere Michele, che interpreta Gesù durante la Via Crucis, si siede per errore sulla corona di spine. In men che non si dica Jusef, detto Ameluk, si ritrova a vestire il ruolo di Cristo per far piacere a Don Nicola. Una notizia questa che non può che suscitare scalpore soprattutto perché a Mariotto le elezioni del sindaco sono vicine e il candidato Mezzasoma è decisamente razzista, conservatore e ha sempre avuto un debole per Maria, ora moglie di Ameluk. Inizia così il vero Calvario di Ameluk cacciato di casa dalla moglie, inseguito dai mass media, scacciato perfino dalla famiglia della sorella e perseguitato pubblicamente da Mezzasoma.

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Posted 10 aprile 2015 by

 
Recensione completa
 
 

“Tratto da una storia che potrebbe essere vera” così si aprono i titoli di “Ameluk”, opera prima del regista Mimmo Mancini, attore e autore di cortometraggi, e ora appunto al suo primo lungometraggio in cui descrive con garbo e ironia il microcosmo di un paesino del Sud Italia. Il cast è decisamente nutrito e composto da nomi noti al pubblico del cinema come Mehdi Mahdloo Torkaman, che ha interpretato il ruolo terrorista del film di Checco Zalone “Una bella giornata”,  Mimmo Mancini, Rossana Banfi, Claudia Lerro, Francesca Giaccari, Dante Marmone, Roberto Nobile, Cosimo Cinieri, Paolo Sassanelli, Michele Di Virgilio, Maurizio Della Valle, Andrea Leonetti, Teodosio Barresi, Nadia Kibout, Miloud Mourad Benamara, Luigi Angiuli, Pascal Zullino, Hedy Krissane, Tiziana Schiavarelli, Massimo Bagnasco, Helena Converso, Alberto Testone. Come ha spiegato lo stesso regista: “Ameluk è un film contro i pregiudizi religiosi e etnici. Per far questo ho scelto un tono seriamente divertente dove l’attualità va di pari passo al livello parodistico sotteso a tutta la vicenda. Il tema del film è chiaro venirsi incontro è il modo migliore per vivere in pace, e imparare l’uno dall’altro è il modo per crescere. Per far trionfare questo valore bisogna prima sconfiggere egoismi, timori, ignoranza, campanilismi e la paura del diverso”.

Curiosità:  Il film è stato interamente girato in Puglia tra Mariotto, Castel del Monte, la Cattedrale di Bitonto e di Trani.

PRO

E’ una commedia allegra basata sugli equivoci e sulle diversità, che gioca sui vizi e le virtù degli italiani, descrivendo i media come persone assetate di notizia, i socialisti come dei personaggi bislacchi, fino a deridere completamente la classe politica italiana qui rappresentata da un sindaco uscente che assomiglia a Richard Gere e parla inglese e il dialetto della zona di Bitonto che ricorda da vicino Francesco Rutelli, e un altro estremamente conservatore, un po’ alla Matteo Renzi, che non esita a promettere cariche a destra e a manca pur di essere eletto e a calunniare senza esitazione pur di raggiungere l’obiettivo. E’ un’opera leggera, ma con dei momenti toccanti, forse a volte troppo semplicistica nella sceneggiatura, dove i drammi e i tafferugli vengono risolti facilmente, è chiaro l’intento sociale nel cercare di ricostruire le dinamiche familiari quotidiane e la vita politica locale.

CONTRO

Una commedia basata sugli equivoci, ma senza eccessi, manca infatti da parte del regista un po’ di coraggio nel pensare e rappresentare qualcosa di nuovo e originale. Il ritmo è decisamente incostante  e sebbene inframezzata qua e là da battute e gag l’opera risulta decisamente troppo lunga. Tutto è leggero, forse troppo, cosa che si ripercuote sull’estrema velocità con cui vengono risolti i conflitti fra fedi e culture diverse. Ma ad incidere ancora di più sull’opera sono i personaggi bidimensionali a volte troppo macchiettistici, si potrebbe dire che “Ameluk” sia più adatto al teatro che al cinema dati tutti questi elementi. “Ameluk” nel suo insieme è un’opera immatura, ma non del tutto disprezzabile. Non si può dunque non attendere con fiducia il prossimo lavoro di  Mimmo Mancini.

 

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Federica Di Bartolo

 
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