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ASTERIX E IL REGNO DEGLI DEI

 
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Scheda
 

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Colonna sonora
 
 
 
 
 


 
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In breve

E’ il 50 a.C. e ormai la Gallia è ormai completamente annessa all’Impero Romano, tutta tranne un piccolo villaggio dell’Armorica, dove irriducibili Galli resistono agli invasori grazie alla pozione magica del druido Panoramix. E così Cesare esasperato decide di cambiare tattica, se le armi non funzionano perché non provare con la “seduzione”? Il fascino per la cultura diversa, vista come esotica, funziona su chiunque ed è su questo che Giulio Cesare punta, ossia arrivare a “romanizzare” i galli e così affida al giovane architetto Angoloacutus, i cui palazzi stanno ancora in piedi rispetto a quelli degli altri, di realizzare la città vacanze perfetta proprio vicino al villaggio ribelle. Prende vita così “Il tempio degli dei” una nuova città munita di tutti i confort e a nulla valgono i tentativi di Asterix, Obelix e del druido Panoramix di fermare i lavori cercando di aiutare gli schiavi oberati di lavoro, anzi la situazione precipita quando le schermaglie e liti all’interno del villaggio gallo aumentano a causa delle matrone romane. Improvvisamente il villaggio gallico si svuota e tutti decidono di abitare gratis nel lussuoso residence. Tutto sembra ormai perduto, Asterix è fuori di sé per la rabbia, Obelix dal canto suo non ci vede più dalla fame perché la costruzione de “Il tempio degli dei” ha fatto scappare tutti i cinghiali e inoltre non può più nemmeno picchiare i romani come si deve essendo per lo più civili. Panoramix dal canto suo fa quel che può… Giulio Cesare sembra aver avuto finalmente la meglio sui ribelli gallici, ma….

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Posted 8 febbraio 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Era il 1959  quando i fumettisti francesi René Goscinny e Albert Uderzo crearono il fumetto “Asterix il gallico” al quale in breve, anno dopo anno, si aggiunsero altri titoli e strisce e arrivando a superare i confini francesi e a farsi amare e apprezzare in tutto il mondo. Sono passati anni e nonostante la dipartita di René Goscinny nel 1977 il fumetto ancora oggi appare fresco e divertente come allora. E così Asterix ha continuato la sua scalata verso il successo tanto che i libretti sono stati adattati per la televisione e il grande schermo.  Ad anni di distanza l’album del 1971 “Asterix e il regno degli dei” ossia il diciassettesimo album diventa ora un film animato per il grande schermo. A portare al cinema questa divertente storia, restando però fedele al fumetto originale sono i registi Alexandre Astier e Louis Clichy, il primo è il creatore di “Kaamelott” una serie cult sui cavalieri della tavola rotonda, il secondo invece è uno dei più apprezzati animatori degli studi Pixar.

Curiosità: Sebbene sia tipico è decisamente carino il messaggio che appare nel film: “Mi dici a cosa servono i romani se non li si può picchiare?” Il film pare abbia ricevuto il beneplacito dello stesso Uderzo e della figlia di Goscinny, Anne, che ha seguito da vicino tutta la lavorazione.

PRO

Il nuovo film in computer grafica rispetta pienamente la comicità e l’ironia raffinata oltre che la penna di Uderzo, giocando soprattutto sulle situazioni moderne francesi, sugli odi e vizi sociali. Ecco dunque espresso in maniera semplice e chiara il conflitto fra natura e cultura, con tutti i problemi legati all’urbanizzazione, gli odi interni presenti in ogni società, i pregiudizi verso gli stranieri e il fascino per la cultura straniera. L’ironia e il gusto per la satira sono dunque parte integrante dell’opera, dove anche i personaggi secondari risaltano diventando simboli della cultura moderna. Così Asterix è il simbolo della resistenza, Obelix è il gigante buono che ama cacciare e picchiare i romani, ma è anche capace di amare, come ha dimostrato più volte in passato e in questo caso lo dimostra stringendo amicizia con una famiglia di romani spediti in Armorica e che ha problemi di alloggio.  A loro dunque si aggiungono Plusquamursus il centurione assegnato alla zona che cerca di farsi rispettare dal gruppo di schiavi sindacalizzati che devono costruire “Il villaggio degli dei” e non solo deve anche cercare di trovare una via diplomatica nei confronti dei legionari gelosi degli schiavi. Insomma un vero e proprio personaggio della commedia dell’arte italiana.

CONTRO

Ovviamente la durata del film è diversa da quella del fumetto e questo perché vi è un tentativo da parte dei registi di toccare diversi argomenti e situazioni attraverso gag e digressioni creando così diverse storie parallele e secondarie, dominate tutte interamente dall’humor che satireggia tranquillamente su strane rivendicazioni sindacali, sull’indipendenza, sul mercato economico, sulla così detta civilizzazione per cui si vedono i galli romanizzati fare jogging sulle note  della canzone de “I ricchi e poveri” dal titolo “Sarà perché ti amo”.

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Federica Di Bartolo

 
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