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NELLA MENTE DEL SERIAL KILLER

 
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3.5/ 5


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Pro


Il ritmo e veloce e accattivante

Contro


Il gusto per il macabro


In breve

Sette promettenti agenti del FBI sono alle prese con una delle più difficili prove della loro vita: tracciare il profilo psicologico di un serial killer.

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Posted 17 settembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Tutto procede bene dietro la supervisione dell’addestratore Jake Harris (Val Kilmer), dai metodi poco ortodossi, ma cosa succede se fra loro si infiltra un serial killer? Sette persone recluse per un’intera settimane in un’isola disabitata a largo delle coste della Carolina che devono lottare contro “Il Burattinaio” , stavolta per salvare se stessi.  Il tempo scorre e nonostante le diverse ipotesi, il movente appare ancora lontano così come il profilo psicologico dell’assassino.

Curiosità: Liberamente ispirato  al thriller di Agatha Christie ( al secolo Dame Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, nata a Torquay,  1890 – Wallingford,  1976 ) “Dieci piccoli indiani” del 1939.

PRO

Diretto da Renny Harlin che con l’aiuto dello sceneggiatore Kevin Brobin rielabora e riadatta un racconto di Wayne Kramer. E’ un thriller investigativo la cui linea conduttrice è quella di “entrare nella mente dell’assassino” o comunque cercare di tratteggiarne la personalità, per questo può essere accostato o paragonato alla famosa serie televisiva CSI. Il ritmo è veloce e accattivante cosa che rende il film gradevole.

CONTRO

La storia in se e per sé è definita molto bene tuttavia le trappole e il modus operandi dell’assassino sono a volte banali e scontati, eppure i protagonisti cadono ineluttabilmente in esse, forse a causa della difficoltà di restare lucidi in certe situazioni. E’ un gioco di luci ed ombre legate agli istinti e alle debolezze umane. Brutale sotto molti punti di vista, tanto che si dilunga, forse in maniera troppo eccessiva, sull’aspetto più macabro dell’omicidio.

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Redazione

 
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