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THE INNERS BASS: FEDERICO MARCHESANO TRA AFRICA, NOISE, MINIMALISMO E IMPROVVISAZIONE

 
Federico Marchesano 2
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In breve

Torna il contrabbasso per il terzo titolo della Solitunes: il poliedrico bassista torinese mostra nuovamente il suo eclettismo, un ‘basso interiore’ che libera le emozioni e spazia tra diverse aree musicali
The Inner Bass: Federico Marchesano tra Africa, noise, minimalismo e improvvisazione

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Posted 24 settembre 2015 by

 
Recensione completa
 
 
 “Quello che da ragazzo sentivo come un mio limite, ovvero l’incapacità di decidere tra un genere e un altro, di “appartenere” a un ambiente specifico, oggi mi appare come il mio maggiore punto di forza: scavalcare e mischiare i generi mi consente di accedere a un maggior numero di esperienze, musicali e umane. Il mio segreto è ascoltare molta musica, cercare un contatto empatico con i musicisti con cui suono, e possibilmente cercare di liberare le mie emozioni per mezzo del mio contrabbasso. Per questo ho intitolato il mio disco The Inner Bass“. Terzo titolo della neonata Solitunes Records, guidata dallo slogan “solo dischi in solo”The Inner Bass è un perfetto biglietto da visita per Federico Marchesano, che della label torinese è uno dei fondatori. Un album persolo contrabbasso come quello del collega Stefano Risso, ma differente per estrazione, impeto strumentale, procedimento compositivo e riferimenti musicali.
Ha partecipato a più di cinquanta dischi, Federico Marchesano: è uno dei contrabbassisti più attivi degli ultimi anni e vanta collaborazioni tra le più disparate, da Louis Sclavis a Gianluigi Trovesi, da Fabrizio Bosso a Saba Anglana, passando per 3quietmen, Butch Morris, Mau Mau, Domenico Caliri, Roy Paci, Gian Maria Testa, Marco Minnemann e moltissimi altri. La peculiarità di Marchesano è il suo eclettismo: diplomato al Conservatorio G. Verdi di Torino, perfezionatosi con Franco Petracchi, è stato professore d’orchestra ma anche un vorace ascoltatore di generi lontani come il jazz e il metal, che rielabora ed esegue con modalità sui generis (arco, pizzicato, distorsori ed effetti). The Inner Bass è il suo secondo album solista, a dodici anni di distanza da Città densa: “The Inner Bass esprime con maggiore consapevolezza e determinazione il paesaggio sonoro compositoche era presente nel primo disco, in cui convivevano brani completamente scritti di ispirazione minimale, esplosioni sonore noise, pura ricerca strumentale e momenti di libera improvvisazione.
The Inner Bass presenta un lavoro di sintesi tra generi che è tipico di Marchesano, il quale mostra le sue fonti di ispirazione, dai Voivod a Bill Frisell. Registrato in due caldissime giornate di fine luglio, l’album passa in rassegna diversi episodi accomunati dalla solitudine esecutiva e dalla varietà di fondo: brani tradizionali del Burundi sui quali innesta l’improvvisazione, il Canto della natura di Nik Comoglio (registrato durante il riparo da una tempesta estiva) e quattro improvvisazioni ispirate a un viaggio in Sicilia. “Decidere di registrare un disco in solo significa anche esprimere la volontà di una comunicazione più intima con l’ascoltatore, ad un livello più profondo. La metafora adottata da Solitunes, quella del musicista naufrago su un isola deserta, ben si addice al mio disco. Tra l’altro ho scelto di entrare in studio proprio nel giorno più caldo dell’anno, la temperatura tropicale al limite della sopportazione mi ha reso un po’ un Robinson Crusoe del contrabbasso!”.
Gli artisti Solitunes stanno presentando dal vivo i rispettivi lavori, con concerti sia in Italia che all’estero: ovviamente in solo. Anche Federico Marchesano è pronto per il suo The Inner Bass Tour, che anticipato da due date parigine, partirà martedì 6 ottobre:
Martedì 6 ottobre
Inaugurazione “Cinemambiente”
Torino
Mercoledì 14 ottobre
“Società Operaia”
Via Matteotti 16
Ciriè (TO)
 
Sabato 31 ottobre
Orario aperitivo
Fabbricato per le Arti Contemporanee
Via Molino, 1/26
Collegno (TO)

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Redazione

 
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