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SUPERFICI NUVOLATE PER IL TEATRINO DI PALAZZO GRASSI A VENEZIA: SPAZI MONOCROMATICI PRENDONO FORMA DAL GIOCO TRA LUCE E MATER

 
Ideal Work_Nuvolato Teatrino Palazzo_grassi_18
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Scheda
 

Genere:
 
Organizzazione
 
 
 
 
 


 
Presentazione
 
 
 
 
 


 
Illuminazione
 
 
 
 
 


 
Location
 
 
 
 
 


 
Qualità
 
 
 
 
 


 
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In breve

Grigio e cemento in assoluta predominanza per un luogo che acquisisce nuovo splendore e nuove suggestioni grazie al progetto rivoluzionario e ultra-moderno del famoso architetto giapponese Tadao Ando

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Posted 10 novembre 2014 by

 
Recensione completa
 
 

Minimalista nell’essenza ma ricercato nei dettagli: è lo stile eclettico del nuovo Teatrino di Palazzo Grassi, restaurato nell’ambito di un progetto di recupero più ampio, che ha riguardato negli scorsi anni anche lo stesso Palazzo Grassi e Punta della Dogana.

Ripristinando l’impianto originario privato delle superfetazioni – ossia delle parti superflue e incongrue – e integrandovi alcuni elementi di modernità, l’edificio è stato rinforzato e rinnovato sotto il profilo architettonico. L’opera, ispirata ad un’estetica pura ed essenziale,  porta la firma dell’architetto giapponese Tadao Ando, la cui notorietà è connessa soprattutto all’uso quasi esclusivo del cemento a vista, in casseforme della dimensione del tatami giapponese, spesso associato al legno o alla pietra.

Dalla sua costruzione risalente al 1961, gli esterni non sono mai stati al centro di modifiche strutturali e architettoniche ed anche nel corso questo intervento sono state conservate la consistenza e la geometria del volume esterno: le pareti esterne sono state così mantenute inalterate, regolarizzando solamente la copertura con una pendenza omogenea, e plasmando complessivamente un parallelepipedo uniforme, a pianta trapezoidale, su una superficie di 1000 mq. All’interno, invece, un volume completamente nuovo ha definito due spazi principali: un auditorium con una capacità di 255 posti dotato di pareti fonoassorbenti, e un grande foyer, illuminato da luce zenitale, con ampie aperture triangolari sulle pareti.

Le superfici interne, lisce e lucenti, sono realizzate in cemento a vista, gettato in otto fasi distinte, e pompato poco a poco eliminando le bolle d’aria con l’uso di aghi vibranti. Alla rimozione dei casseri, ne è risultata un’unica superficie perfetta, dal giusto equilibrio tra luce e materia, che la rende leggera ed elegante. I dettagli decorativi delle mura completano l’opera conferendole un carattere artigianale, in linea con lo stile tipico dell’artista giapponese, fortemente influenzato dal gusto moderno ma molto legato anche all’architettura tradizionale nipponica.

S’inserisce a pieno titolo e senza rotture con lo spazio il Pavimento Nuvolato Ideal Work, una superficie in calcestruzzo che crea una sorta di continuità materica e cromatica tra il pavimento, le pareti e la soffittatura. La sfumatura particolare del grigio scelto “PEWTER” e la lavorazione disomogenea data dalla “nuvolature” artigianali tipica del pavimento esaltano l’originalità degli interni nel loro gioco di luci ed ombre che disorientano e ammaliano il visitatore, avvolgendolo in una spirale pluri-sensoriale. La speciale formulazione cementizia rende la superficie molto resistente e durevole, adatta anche ad un calpestio continuo come quello presente in un luogo destinato al pubblico. La superficie è stata inoltre trattata con IDEAL HARD, densificante antipolvere a base di silicati.

Estetica di forte impatto, suggestione e condizioni acustiche ottimali fanno del nuovo teatrino lo spazio ideale per ospitare conferenze, incontri, proiezioni e concerti.

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Redazione

 
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