non solo recensioni…

 
 


 
Da non perdere
 

ATTIVITA’ DEL COMANDO DEI CARABINIERI A TUTELA DELLA MEMORIA ARTISTICA E CULTURALE DEL NOSTRO PAESE.

 
Organizzazione
 
 
 
 
 


 
Presentazione
 
 
 
 
 


 
Illuminazione
 
 
 
 
 


 
Location
 
 
 
 
 


 
Qualità
 
 
 
 
 


 
Total Score
 
 
 
 
 
5/ 5


User Rating
no ratings yet

 


In breve

Dopo una complicata e intuitiva indagine che ha coinvolto le tre Sezioni Operative (Archeologia, Antiquariato, Falsificazione) sono state recuperate 3 straordinarie opere d’arte. In primis il gruppo scultoreo di Mitra Tauroctono, databile fra il II e il III secolo d.C. Il sequestro è avvenuto durante il trasporto dell’opera d’arte  su un camioncino apparentemente anonimo, ma […]

0
Posted 30 marzo 2015 by

 
Recensione completa
 
 

Dopo una complicata e intuitiva indagine che ha coinvolto le tre Sezioni Operative (Archeologia, Antiquariato, Falsificazione) sono state recuperate 3 straordinarie opere d’arte.

In primis il gruppo scultoreo di Mitra Tauroctono, databile fra il II e il III secolo d.C. Il sequestro è avvenuto durante il trasporto dell’opera d’arte  su un camioncino apparentemente anonimo, ma stranamente  preceduto e seguito da mezzi di copertura. Attraverso un accurato studio dell’opera e attraverso l’analisi di alcune zolle terrose sulla scultura del toro hanno permesso di scoprire che l’opera era frutto di uno scavo clandestino  nella zona di Tarquinia. Una volta individuato lo scavo sono stati recuperati un cane e una testa di serpente che combaciavano perfettamente con i punti di distacco del gruppo scultoreo originale ossia Mitra Tauroctono. Ora è possibile ammirare  un bell’esempio di iconografia mitralica costituita appunto da un toro circondato da piccoli animali. Secondo il  Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale quest’opera,  testimonianza del nostro patrimonio artistico e storico, era probabilmente diretta in Svizzera per entrare nella collezione di qualche  straniero.

La seconda opera recuperata è  il dipinto ad olio “Violin e Bouteille de Bass”, attribuito al grande maestro della pittura del XX secolo, il pittore, scultore e litografo di fama mondiale Pablo Picasso (Málaga 1881 – Mougins 1973). L’opera è datata intorno al 1912. Un pensionato romano,  che dichiarava di esserne l’attuale proprietario, ha presentato il dipinto alla casa d’aste Sotheby’s  per il rilascio dell’attestato di libera circolazione. Poiché il valore dichiarato era troppo basso per il nome dell’autore, la Sezione Falsificazione ha indagato e scoperto che il pensionato era un ex corniciaio che ne era entrato in possesso nel 1978 dopo aver svolto una riparazione per un anziano signore, che gli aveva portato un portafoto della moglie scomparsa, con il vetrino accidentalmente rotto dalla domestica. Il corniciato data la semplicità della riparazione aveva deciso di svolgere il lavoro gratuitamente, ma l’anziano in cambio gli ha donato la tela. L’artigiano, ignorandone il vero valore, lo ha conservato senza particolari cure per circa 36 anni fin quando non ha scoperto la possibile attribuzione. Gli esperti del nucleo anti Falsificazione hanno continuato a investigare scoprendo che l’opera è attribuibile a Pablo Picasso e che è la stessa presente nel catalogo Zervos, edizione del 1961 priva di indicazioni sulla sua collocazione all’epoca. Sono comunque in corso ulteriori verifiche per stabilire la corretta provenienza del dipinto.

La terza opera recuperata è un dipinto ad olio su tela risalente al XVII secolo di Luca Carlevarijs (1655 -1731) trafugato a Roma nel 1981 da una collezione privata. Nel 2014 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha svolto una perquisizione a Milano nell’abitazione di un mercante d’arte, sospettato di  esportazione illecita, e ha ritrovato 190 foto di dipinti, tra cui una veduta di Piazza San Marco a Venezia. Attraverso gli accertamenti, eseguiti alla “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Comando stesso, si è potuto accertare che l’opera combaciava perfettamente con quella rubata ad un collezionista privato a Roma il 28/04/1984. Con l’avanzare delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, si acquisivano prove di un vasto traffico illecito di opere d’arte verso la Svizzera destinate al mercato americano.

E’ innegabile e chiaro che bisogna essere grati al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, accreditato in tutto il mondo, per il lavoro certosino che ha permesso di recuperare opere artistiche sorprendenti create da grandi artisti nei vari secoli.

GALLERY


M.C.C.

 
Avatar of M.C.C.


0 Commenti



Commenta per primo!


Risposte


(required)